mercoledì, 01 aprile 2009

 

L’esistenza del campione umano della “Tenutaria di Blog “ o "bloggheressa " per assurgere a vero fenomeno popolare abbisogna di motti e proverbi popolari che ne celebrino glorie e difetti.

 

Come accade per le donne diversamente alte  che son state trasformate in botti piccole dal vino buono o per le signore capricciose che han da essere ricciolute anche le bloggheresse meritano la loro consacrazione popolare.

 

 Per esempio: 

 

"Amor, dispetto, rabbia e gelosia, sul blog della donna han signoria."

 

"Le bloggheresse dicon sempre il vero; ma non lo postano per intero."

 

"Bloggheressa innamorata, di postare sta svagata "

 

"Splinder prende e splinder dà , I&N  a volontà."

Ora a voi, non deludetemi.

 

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:26 | Permalink | commenti (6)
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sabato, 28 marzo 2009

E’ accaduto qualche giorno fa.

Un augurio inaspettato, che mi è rimasto tra gola e cuore sino ad ora.

 

Il messaggio, una citazione, recitava così:

 

 “il padre è solo un uomo e gli uomini son tanti,

 scegli il migliore seguilo e impara”

 

L’autrice del messaggio  non è mia figlia, io non sono suo padre.

Ci siam  visti una volta e ci parliamo coi tasti.

Lei aveva un  buco da riempire.

Io ancora qualche favola da raccontarmi

 

Lei non è mia figlia , io non sono suo padre,

ma i suoi auguri, che so immeritati,

me li porterò a lungo come una medaglia al valore.

 

Grazie piccola.

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 23:57 | Permalink | commenti (7)
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lunedì, 02 marzo 2009

L’avvocato Giap  esce dal suo ufficio e  lemme lemme  si dirige verso l’Anagrafe Comunale.

Gli occorrono un paio di certificati per completare un ricorso per  separazione.

Gli avvocati avvocatosi ci mandano le segretarie od i giovani praticanti,Giap da tempo ha maturato la convinzione che essere rampanti stanca e poi è una bella giornata ed il Comune è a due passi.

 

In realtà Giap ci va  volentieri perché così può passare a salutare un paio di vecchie amiche del tempo in cui , coscienzioso obiettore di coscienza ,aveva trascorso 20 mesi ai  servizi sociali del Comune.

 

Entra, saluta e va a chiedere , proprio all' amica Bisby, il certificato di matrimonio di Musone e Litighella, i suoi due stremati coniugi.

 

Come stai, come non stai…eccoti il certificato Giap: Musone e Vanitosa, sposati il 2.4.95.”

“Bisby , scusa , guarda che hai sbagliato. Io voglio il certificato di Musone sposato con Litighella.”

Bisby schiaccia stancamente un paio di bottoni, poi un altro paio con un pizzico di nervosismo ed infine mi soffia piano dallo sportello:

“Minchia Giap ! Ridammi quel certificato, sta zitto e non muoverti !!!”

 In un attimo Bisby si fionda nell’ufficio  a fianco e chiude la porta dietro la quale  si odono urla indistinte e poco rassicuranti.

Un minuto dopo esce un  tale con l’aria sincopata che piazza avanti al mio muso un bel cartello con la scritta” Per problemi tecnici è temporaneamente sospeso il rilascio di qualsiasi certificato di stato civile”

 

Mentre esco un pochino perplesso ,Bisby mi chiama e mi spiega:

“Giap ! Meno male che eri tu il primo , quei cretini che stanno aggiornando il programma del computer hanno mischiato tutto.”

“Come mischiato tutto?”

“Si, guarda Giap, per fare la prova ho messo il mio nome ed è venuto fuori che son sposata da 37 anni con tale Antonio  Rugabotti! Pensa se lo scopre mio marito!"

 

Bisby, solo per curiosità,  con tutto il rispetto per la Zarina amore eterno, prova a vedere se per caso son sposato con la Canalis, così ………………tanto per vedere l’effetto che fa!

 

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 19:40 | Permalink | commenti (17)
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lunedì, 02 febbraio 2009

Spesso faccio uno strano gioco .

Un giochino d’immaginazione che faccio , senza rifletterci, da quando ho memoria.

E’ difficile da spiegare ma con un pizzico di approssimazione si potrebbe chiamare :

“ il panorama di sguincio”.

 

Accade quando sono in giro, nei posti più impensati

Sono   paesaggi che scorrono fuori dall’auto, cantoni di una città o pareti di  case.

Sono angoli un pochino discosti e secondari che attirano senza motivo la mia attenzione e mi chiedo: come si vedrà il mondo da li?

 

Subito mi trovo a guardare il mondo da quella prospettiva , sotto quell’albero a bordo della strada, a raccontarmi le storie di quelli che passano  oppure su quel balconcino da cui si prende il vento che sale dalla valle.

 

E’ anche per questo che le rare volte che mi capita di viaggiare da solo  non mi annoio e giro per le città a zonzo sino a quando i piedi, o prima lo stomaco, non si lagnano.

 

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:12 | Permalink | commenti (9)
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martedì, 23 dicembre 2008

la Zarina dal Parrucchiere Imperiale:

 "Al bambino i capelli li tagli poco ,
   si insomma poco ma non troppo poco,
 
 ma neppure troppo troppo.

  Non so come dire , tre mesi fa erano perfetti:

Ecco si , gli tagli tre mesi !

Figaroqui , figarooolaaaaaaaaaaa !!

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 16:26 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 28 novembre 2008
Il mondo si divide in : 
Psicotici dell’ordine,
Maniaci della precisione,
Persone noiosamente  razionali,
Disordinati ordinari,
Distratti fantasiosi
e  Distratti ideologici .
 
Io mi colloco più in la, ove il disordine e la distrazione diventano arte raffinata.
Un arte dall’equilibrio complesso, formata da fatalismo, fortuna, pazienza,uno spirituale distacco dalle cose terrene e tanta, tantissima pigrizia.
 
Io ho raggiunto la intima convinzione che  gli oggetti che perdo in realtà vogliono volontariamente allontanarsi da me.
Alcuni credono di aver terminato la loro missione, altri ritengono di essere ingiustamente sottovalutati, il resto semplicemente trova una migliore sistemazione.   
Partendo da questo assioma risulta evidente che non c’è nulla che io possa fare per trattenerli.
Al contrario vi sono cose che vogliono stare con me  e, nonostante i miei reiterati tentativi, ritornano sempre.
 
Alcuni esempi vi possono chiarire l’ampiezza della mia arte.
 
Io riesco a lasciare contemporaneamente le chiavi di casa in auto, le chiavi dell’auto in ufficio e quelle dell’ufficio in casa, scoprendolo solo quando tento di riaprire la porta appena scattata perché mi accorgo di aver scordato il cellulare sulla mensola  all’ingresso.
Ma so fare di meglio, naturalmente, ecco il capolavoro.
 
Alle due di una domenica d’autunno uscii  a  far benzina ad un distributore automatico per poi  passare tutta la domenica in giro per boschi a cercare castagne.
Tornai e mi fermai con gli amici in una vecchia pasticceria a prendere cioccolata con  panna.
Al momento di alzarmi ed andare pagare , proprio un attimo prima di mettere la mano nella tasca per cercare il portafoglio, mi venne incontro uno sconosciuto sorridente che mi chiese:
“Tu hai una machina blu targata 202956TW ?”
Si. (?)
“Hai fatto benzina a quel benzinaio oggi?”
Si (!)
 
"Guarda , ero dietro di te ed ho preso la targa perché hai lasciato il portafoglio appoggiato sul distributore. Ora ho visto l’auto qui fuori e mi sono fermato.
Ecco tieni."
 
Ora , ditemi se questa non è arte!
pinzillacchere di: giapatoi alle ore 15:53 | Permalink | commenti (12)
categoria:stranezze, disastri, povera zarina
venerdì, 03 ottobre 2008

bad boys

Signore e signorine,
Volete girare per le vostre città senza essere importunate da guardie padane moleste ?
Brutalone in Suv e Vuitton vi fregano il posteggio?
Petulanti discepoli di Scientology  vi annunciano l'avvento di Geova cercando di farvi abbonare al "Clubdellibro"?.
L'assillante clandestino al semaforo cerca di pulire il vetro della vostra macchina nonostante voi siate in bicicletta?

Ecco a voi la soluzione:

 piccola ma efficace!

 3 undicenni giocatori di hockey.
Per il costo di pochi gormiti riporteranno la pace alle vostre passeggiate in città!
  

 

 


pinzillacchere di: giapatoi alle ore 13:52 | Permalink | commenti (8)
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martedì, 30 settembre 2008
Debbo ammetterlo, a me i sufficiente/buono/distinto/ottimo non sono mai piaciuti.
Non ho mai capito come fare la media tra un quasi ottimo, un più che buono e un pienamente sufficiente.
Non ho mai compreso che senso avesse dare dei giudizi se poi si faceva comunque una media matematica.
Il ritorno ai numeri non mi aveva quindi infastidito, anzi ,mi facilitava il  tavolo delle trattative con lo Zar per la tabella punizioni/premi annuale.
 
A confronto neppure iniziato arriva il primo voto: “ accettabile”.
 
ACCETTABILE?!?!?!?!?!?          
                                                                   e mo’ questo che è?
 
Ad occhio pare un “sei e mezzo” o forse  un “quasi buono”…….non sarà un “cresci bene che ripasso”? farà media con  "più che passabile"? 
Mah.....
 
pinzillacchere di: giapatoi alle ore 11:06 | Permalink | commenti (17)
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lunedì, 07 luglio 2008
Alassio,spiaggia
 
Le due persone dell’ombrellone a fianco parlano tra loro, serio e fitto, mentre al margine delle onde tre ragazzi discutono tra loro gesticolando .
Il bagnino , affascinante per dovere, risponde a monosillabi alla ragazzina adorante avvinghiata alla scaletta del suo scranno.
E così tutto attorno , andando sempre più distante .
 
Parole , migliaia, miliardi, in ogni lingua, in qualsiasi tono.
Dette per  gioco , sillabate per amore, lavoro ,noia o tentazione.
 
Una trama fitta , disordinata ma densa, che copre la terra .
Si potesse guardare sarebbe certamente una coltre ben visibile dal pianeta più lontano.
Un’onda che aumenta e scema seguendo la luce del sole, girando attorno come una ola da stadio.
 
Usatele con dovizia queste parole, non sprecatele anche se non costan nulla.
Forse hanno un colore diverso se le urlate con astio e cattiveria.
Non vorrete certo che vista da lassù l’umanità fosse coperta da una nebbia grigia e terrosa.
 
Usate le parole come pastelli.
Grazie
  
 
Non mi svegliate ve ne prego
ma lasciate che io dorma questo sonno,
sia tranquillo da bambino
sia che puzzi del russare da ubriaco.
Perché volete disturbarmi
se io forse sto sognando un viaggio alato
sopra un carro senza ruote
trascinato dai cavalli del maestrale,
nel maestrale... in volo.

Banco del Muto Soccorso - Non mi rompete 1979
pinzillacchere di: giapatoi alle ore 19:36 | Permalink | commenti (11)
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martedì, 01 luglio 2008
Ci sono luoghi che ti rimangono impigliati nella memoria.
Non per un motivo particolare ,
non si tratta di panorami sconvolgenti o capolavori dell’arte.
 
Si accumulano con gli anni e restano bene in mostra come in una pinacoteca.
Ogni tanto li ripasso e cerco di capire perché mai rimangon lì , vividi come se  quei posti li avessi lasciati qualche minuto prima.
 
I più vecchi sono strani luoghi d’infanzia, che quasi mi pare di ricordare in bianco e nero:
Un il piccolo parco giochi all’autogrill di Roncobilaccio dove c’era uno scivolo a forma di missile con la “A” di Alemagna stampata sopra .
I prati di Selvino con le tane delle talpe
Una tortuosa scalinata che dalla piazza della chiesa di Cervinia porta alle funivie.
Le reti da pesca lungo un canale a Milano Marittima
 
Poi ci sono quelli più vicini , brandelli di viaggi ,visioni altrettanto immotivate:
Il passaggio di dieci minuti in traghetto tra Pounta ed Elafonisos, in fondo al Peloponneso.
Una terrazza sul fiume di un ristorante a Chiang Rai , nel nord della Thailandia.
La porta di un hotel a Cetraro in Calabria.
La strada che da Mistrà porta a Monevassia in Grecia
La moquette verde di un albergo di Berlino
Un negozio di ferrivecchi a Budapest.
L’ultima fermata dei vaporetti sul lato asiatico del Bosforo.
 
Son cose diverse, legate a nulla in particolare.
Ma quale strano percorso del mio cervello le tiene ben salde nei miei ricordi?
Sarà il caldo. 
pinzillacchere di: giapatoi alle ore 14:27 | Permalink | commenti (16)
categoria:viaggi, memoria, stranezze