giovedì, 14 maggio 2009

Yekaterinburg svlerdosk oblast,

 

L’albergo Iset all’alba del millennio era uno strano luogo dall’aura  ancora molto, ma molto sovietica.

Noi si viveva li, in una camera improbabile , di tre locali in fila ma  storti perché l’albergo , che a vederlo pareva una torre , era in realtà a forma di falce e martello .
A noi era toccata la falce.

Attendevamo lo Zar , immersi in  un arredamento da Ikea Socialista: soprammobili barocchi  , finta pelle, finto legno e lenzuola talmente sintetiche che si sentiva ancora netto l’odore del petrolio .

 

Noi avevamo prenotato per cinque giorni, tanto doveva durare, ma eravamo  lì da venti ed ancora non si vedeva la fine ,tra udienze in Tribunale e trasferte dallo zar nel suo paese lontano 150 km .

 

La Babuska  alla reception era gentile con noi e non ci chiedeva nulla .

Giusto ogni cinque o sei giorni voleva sapere quanto ci saremmo fermati ancora.

 Noi dicevamo altri cinque giorni, pagavamo un anticipo e lei annotava sul suo librone.

 

Un giorno l’abbiamo vista  più nervosa, quasi imbarazzata ( si ,insomma, per quanto può essere imbarazzata una enorme signora Made in Cccp) .

L’interprete, santa donna,  ci rivela che non avremmo potuto stare molto ancora perchè : “deve dare le camere ai talebani.”

 

“Eh ? Ai talebani, come ai talebani?”

 

“Si -ha continuato l'interprete mentre la babuska annuiva sullo sfondo- inizia la REA  - Russian Expo Army,la mostra- mercato dell’armamento pesante  ed i talebani vengono sempre qui a comprare tutto l’occorrente.

Lo ha detto come se ci avesse annunciato la fiera della salama da sugo.

 

Lo zar finalmente  arrivò e noi lasciammo il posto ai talebani ed al loro shopping.

La Babuska era soddisfatta.

 

                                                                 La Russia è uno strano paese.

 

 

 

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:29 | Permalink | commenti (8)
categoria:russia, adozione
martedì, 07 ottobre 2008
Oggi ho incontrato una mia “collega di adozione”.
Lei al nostro confronto è una vera professionista: due adozioni , un figlia naturale e una associazione di genitori adottivi.
Mi ha annunciato che a breve tornerà all’est per portare i figlioletto a vedere i suoi luoghi d’origine.
Lo fa ora perchè lo psicologo le ha detto che più tardi, in piena mutazione ormonale, potrebbe essere pericoloso.
Son perplesso.
Lo Zar conosce da sempre le sue origini e la sua storia ; è sempre stato dato per scontato che prima o poi si farà tutti un viaggio nella Grande Madre Russia.
 
Perché mai dovrebbe essere pericoloso un viaggio alle ricerca della propria identità quando nulla è stato nascosto?
 
Mi par quasi che il  viaggio di ogni adolescente alla ricerca di una propria  distinta personalità possa rivelarsi  più agevole per lo Zar.
Lui ha già  ben chiaro di essere cosa diversa dai suoi genitori .
Non dovrà faticare per cercare i segni di tale distinzione.
Lui avrà un luogo reale dove andare a cercare le proprie radici e le proprie risposte.
Mica dovrà brancolare brufoloso in pippe mentali come è toccato in sorte a noi.
 
Io , di ritornare in quella landa desolata dove l’unico condimento di qualsiasi pietanza è la panna acida, non ho in realtà molta fretta.
Ma quando sarà, sarà sicuramente una grande avventura.
 
pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:09 | Permalink | commenti (14)
categoria:bambini, russia, genetica, adozione, zar
lunedì, 08 settembre 2008

" Nell'ora di un caldo tramonto primaverile apparvero presso gli stagni Patriarsic due cittadini. ......................."

Questo è l'inizio de "Il maestro e Margherita" di Mikhail Bulgakov.

cafè margarita  moscow

Questo è il Cafè Margherita, che sta proprio all'angolo della piazza dove si apre il piccolo stagno dei Patriarchi , dove inizia la storia.

Sia chiaro, noi eravamo a Mosca in missione ,
eravamo li per trovare il nostro piccolo Zar,
 
ma certo un pizzico di alcoolismo , per di più culturalmente giustificato
non abbiamo saputo negarcelo.

 Ð·Ð° здоровье  !!!!!  Alla salute!!!!

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:37 | Permalink | commenti (9)
categoria:viaggi, memoria, russia, adozione
lunedì, 09 giugno 2008

tagil

"Dom ribonka", la casa del bambino da dove è spuntato lo zar era in questa città.
Qui non si vede ma il fumo delle ciminiere varia da curiose tonalità di giallo zolfo a inquietanti  nuance violacee.

Però sulla cartella medica c'era scritto :" il bambino è allergico al limone ed al caffè"

A 2 anni ?!?

Nulla , ma proprio a nulla, sul fatto che forse , almeno il mal di gola, fosse dovuto ad inquinamento!

AAAAAA Grande Madre Russia!  

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 18:06 | Permalink | commenti (10)
categoria:bambini, russia, adozione, zar
venerdì, 09 maggio 2008
 
Comicio a pensare seriamente che lo zar che gira per casa sia un discendente dei Romanov.
Non solo perché è nato nella stessa zona ove la famiglia dello zar di tutte le russie fu detenuta, ma perchè dimostra di aver tutti i vizi che dovrebbero distinguere il delfino di una antica nobile  e decadente casata imperiale .
 
Tralasciamo l’avere gusti alimentari assolutamente demodé e sofisticati per una creatura che sarà maggiorenne nel 2015 .
Passi che si accorga della differenza di avere ogni tanto le lenzuola di lino anziché quelle di cotone
(il corredo di mammà occorrerà pure usarlo !)
Facciamo pur finta di non accorgersi che tende a comportarsi come se avesse sempre un maggiordomo personale (tranne poi destarsi alle urla belluine dei genitori.)
 
Ma la sua assoluta e sdegnata inettitudine a qualsiasi lavoro materiale che abbia una qualche pur indiretta utilità pratica è assolutamente disarmante.
 
Anche la caduta della catena della sua bicicletta non sortisce alcuno stimolo.
Neppure gli viene in mente che forse dovrebbe cercare di capire come funziona e sistemarla.
Si guarda intorno  certo e fiducioso che qualche valletto di corte giungerà in suo reale ausilio.  
Non potevo abbandonarlo nei boschi delle bestie di satana, ma la resa dei conti è vicina.
L'assalto al palazzo d'inverno è ormai prossimo !!!
 
pinzillacchere di: giapatoi alle ore 11:26 | Permalink | commenti (9)
categoria:russia, genetica, zar
domenica, 02 marzo 2008

Lo so, ti fanno anni di stage, corsi e ricorsi per farti arrivare li.

Tu prendi un aereo improbabile con un passeggero che ti offre brandy georgiano alle 10 di mattina

Tu non puoi rifiutare perchè scopri , dalla figurina che ti regala, che gioca nella lega nazionale russa di hockey.

Poi arrivi e ti prepari ad incontrare il piccolo Zar in una "casa del bambino " giustamente scrostata in una zona periferica della città industriale più inquinata degli Urali.

Ti aspetti Dickens e ti si presenta

questo :tata

Questa e la "signorina " dell'orfanotrofio n. 3 che curava il piccolo Zar.

Vestita così, alta così  col tacco così.......

Ho pensato immediatamente che qualche momento di nostalgia sarebbe stato inevitabile.      

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 19:43 | Permalink | commenti (14)
categoria:hockey, russia, adozione
sabato, 09 febbraio 2008

piazza rossa

 

Il piccolo Zar  era stato rapito dalla sua tranquilla vita alla "Casa del Bambino n. 3" di Nyzhny Tagil.

Erano passate due settimane da quando la tata lo aveva portato dalla direttrice e presentadogli due strani tipi gli aveva detto  senza preamboli :"Maksima , questi saranno tua mamma e tuo papa ".

L'unica cosa che aveva potuto fare , per dimostrare quanto la cosa gli desse noia, era stata quella di pisciarsi addosso.

Si era detto: "magari così mi portano via subito, stavo giusto giocando con Irina".

Poi aveva visto i regali che altri strani tipi avevano portato per due suoi compagni della classe dei piccoli e si era detto  che forse,  prima di andare, poteva anche vedere cosa questi due avevano portato per lui.

L'aereoplano e il piccolo orso di pezza giallo lo avevano convinto a resistere ancora qualche minuto ,poi , soddisfatto il galateo , era stato molto felice di essere riportato ai suoi giochi.

Nei giorni seguenti la magretta ed il pelato erano tornati molte altre volte e si erano messi in giardino a giocare con tutti i suoi compagni: Katia, Jamil , persino con  i due piccoli tartari.

Giocavano con tutti ma non con lui, perchè lui se ne stava alla larga, osservandoli per bene ed un poco preoccupato perchè i due parlavano con parole che non capiva.

" Ma guarda se mi dovevano capitare due che neppure sanno parlare russo, uhu che fatica!"

Poi un giorno erano  arrivati ,la tata lo aveva spogliato e  loro lo avevano vestito con maglie e pantaloni nuovi e ,una volta tanto, della sua misura.

"Dov'è la fregatura ora?" aveva pensato.

Lui e i suoi due compagni erano stati caricati su un piccolo pulmino blu e tutti insieme erano partiti.

Il viaggio era stato lungo, non era mai stato così lontano, poi era stato in una stanza d'albergo , in un ufficio e qualche ora dopo dritto su un aereo.

"Mamma mia " si era chiesto "questi parlano strano perchè abitano in cielo !"

Dopo qualche ora si era trovato in un altro albergo, grande,grandissimo, con i  corridoi più lunghi che avesse mai visto e stava venendo sera.

"Beh" aveva pensato tra se " bella gita ! Ma ora per favore portatemi a casa che è ora di mangiare, siete simpatici, forse vi terrò a trovare , ma adesso scusate ma avrei da fare".

Niente, i due erano grulli   e neppure  grattando  furiosamente la porta della camera  era  riuscito a fargli capire che ne aveva avuto abbastanza.

Tanta agitazione aveva avuto almeno un effetto: lo avevano portato fuori .

Fuori era bellissimo, non aveva mai visto un palazzo con le cipolle colorate in testa e nemmeno una piazza tanto grande da scorgerne  a fatica la fine.

Era ancora li che guardava la piazza con i due analfabeti di fianco quando un palloncino blu , perso da qualcuno chissà dove, era sceso lentamente dal cielo e scostando le nuvole era finito proprio tra i suoi  piedi.

Lo aveva raccolto e aveva visto aprirsi un sorriso meravigliato sulle facce dei due stranieri.

"Ma si" aveva deciso in quel momento, "diamo una possibilità a questi due sprovveduti!"

Li aveva guardati e , palloncino alla mano, aveva attraversato di buona lena la Piazza Rossa diretto verso il più grande negozio di giocattoli dell'intera città.

Spakoine nochi ( Buona Notte)

 

 

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 23:41 | Permalink | commenti (7)
categoria:bambini, russia, adozione