
Il piccolo Zar era stato rapito dalla sua tranquilla vita alla "Casa del Bambino n. 3" di Nyzhny Tagil.
Erano passate due settimane da quando la tata lo aveva portato dalla direttrice e presentadogli due strani tipi gli aveva detto senza preamboli :"Maksima , questi saranno tua mamma e tuo papa ".
L'unica cosa che aveva potuto fare , per dimostrare quanto la cosa gli desse noia, era stata quella di pisciarsi addosso.
Si era detto: "magari così mi portano via subito, stavo giusto giocando con Irina".
Poi aveva visto i regali che altri strani tipi avevano portato per due suoi compagni della classe dei piccoli e si era detto che forse, prima di andare, poteva anche vedere cosa questi due avevano portato per lui.
L'aereoplano e il piccolo orso di pezza giallo lo avevano convinto a resistere ancora qualche minuto ,poi , soddisfatto il galateo , era stato molto felice di essere riportato ai suoi giochi.
Nei giorni seguenti la magretta ed il pelato erano tornati molte altre volte e si erano messi in giardino a giocare con tutti i suoi compagni: Katia, Jamil , persino con i due piccoli tartari.
Giocavano con tutti ma non con lui, perchè lui se ne stava alla larga, osservandoli per bene ed un poco preoccupato perchè i due parlavano con parole che non capiva.
" Ma guarda se mi dovevano capitare due che neppure sanno parlare russo, uhu che fatica!"
Poi un giorno erano arrivati ,la tata lo aveva spogliato e loro lo avevano vestito con maglie e pantaloni nuovi e ,una volta tanto, della sua misura.
"Dov'è la fregatura ora?" aveva pensato.
Lui e i suoi due compagni erano stati caricati su un piccolo pulmino blu e tutti insieme erano partiti.
Il viaggio era stato lungo, non era mai stato così lontano, poi era stato in una stanza d'albergo , in un ufficio e qualche ora dopo dritto su un aereo.
"Mamma mia " si era chiesto "questi parlano strano perchè abitano in cielo !"
Dopo qualche ora si era trovato in un altro albergo, grande,grandissimo, con i corridoi più lunghi che avesse mai visto e stava venendo sera.
"Beh" aveva pensato tra se " bella gita ! Ma ora per favore portatemi a casa che è ora di mangiare, siete simpatici, forse vi terrò a trovare , ma adesso scusate ma avrei da fare".
Niente, i due erano grulli e neppure grattando furiosamente la porta della camera era riuscito a fargli capire che ne aveva avuto abbastanza.
Tanta agitazione aveva avuto almeno un effetto: lo avevano portato fuori .
Fuori era bellissimo, non aveva mai visto un palazzo con le cipolle colorate in testa e nemmeno una piazza tanto grande da scorgerne a fatica la fine.
Era ancora li che guardava la piazza con i due analfabeti di fianco quando un palloncino blu , perso da qualcuno chissà dove, era sceso lentamente dal cielo e scostando le nuvole era finito proprio tra i suoi piedi.
Lo aveva raccolto e aveva visto aprirsi un sorriso meravigliato sulle facce dei due stranieri.
"Ma si" aveva deciso in quel momento, "diamo una possibilità a questi due sprovveduti!"
Li aveva guardati e , palloncino alla mano, aveva attraversato di buona lena la Piazza Rossa diretto verso il più grande negozio di giocattoli dell'intera città.
Spakoine nochi ( Buona Notte)