lunedì, 23 febbraio 2009
Allora, la ricetta più o meno è così.
 
Si sceglie accuratamente una musica da cucina.
La musica da cucina deve avere un andamento ritmico incalzante che accompagni l’azione del coltello  ed una melodia garrula e spensierata  che se il cuoco si immalinconisce  il piatto viene sciocco.
R’n’b ed il brit-pop inglese anni '80 son perfetti : provate con gli Style Council
 
Poi si mesce un bicchiere di prosecco o di un vino rosso leggero che fa tanto allegria e finalmente si metton sul fuoco gli asparagi ad ammorbidirsi in acqua a bollore per una decina di minuti scarsi .
 
Nel frattempo si affronta la salsiccia e la si riduce con la giusta foga a piccoli bocconcini.
Occorre una salsiccia fresca , rosea e delicata : luganiga o verzetti.
Se si usassero quelle troppo saporite, l’asparagio , verdurina assai snob, vi guarderebbe di sottecchi nascondendo per sfregio il suo aroma sotto le sfrontate note del suino plebeo.
 
I pezzettini di salsiccia si fanno cuocere in un velo d’olio ed un pizzico di burro e, dopo il lampo di tempo che occorre per dare uno sguardo sul balcone è vedere la fine dell’inverno , si sfumano con uno sbocco di vino bianco.
 
Senza che ve ne siate accorti saranno trascorsi i dieci minuti e sarà il tempo di scolare gli asparagi , ridurli a tocchetti e celebrare il matrimonio con il divin porcello.
L’unione sarà officiata versando una spolverata di zafferano .
 
Mentre nel tegame si festeggia voi avrete silenziosamente buttato i pici , scolati e infin gettati a saltellare un poco nella padella del condimento.
 
Se per caso in quel momento  vi cogliesse un moto di nostalgia per gli anni  '80 legate il tutto con della panna.
Assolutamente  non prima di aver cotonato la chioma,  indossato una camicia coi pizzi e ancheggiato al ritmo degli Spandau.
 
Questo però, se lo fate, non ditelo.
                                                                                                Buon appetito.
 
 
 
 
 
 
 
pinzillacchere di: giapatoi alle ore 16:37 | Permalink | commenti (12)
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