venerdì, 16 ottobre 2009

Dopo una settimana dalla riunione coi suoi fratelli nella nuova casa italiana ,
la ragazza vietnamita comincia a dare segni di nervosismo.

 

Dopo un paio di minuti di traduzione madre- figlio-sorella- figlio- madre si scopre la causa : o è già sabato e non è ancora andata a messa.

 

La madre non ha il coraggio di dirle che in realtà la cosa non è in programma neppure per la domenica successiva e l’accontenta accompagnandola alla chiesa più vicina.

 

La madre esce portando con se anche il fratello più piccolo,

lasciando a casa il maggiore che ha molti compiti da fare.

 

La ragazza sconcertata spara due frasi secche in vietnamita ed il fratello risponde altrettanto seccamente.

Le spiegano che in Italia e in quella famiglia in particolare  si va a messa  la domenica  e solo chi vuole andare, nessuno obbligo.

La giovane cittadina della  Repubblica Socialista del Vietnam non pare convinta.

 

Solo più tardi si scoprirà che la ragazzuola , avendo vissuto gli ultimi dieci anni in una missione cattolica, è usa  recarsi alla  funzione  ogni giorno della settimana , due volte al giorno: la mattina presto e la sera.

 

Sono curioso di vedere come procederà processo di “rieducazione “

 

……….della famiglia naturalmente.

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 16:19 | Permalink | commenti (3)
categoria:bambini, amici, adozione
sabato, 03 ottobre 2009
Lei è in volo, proprio ora e da Hanoi sta finalmente arrivando per riunirsi ai suoi due fratelli.
Per qualche tempo ci saranno buffe conversazioni in italo-viet-varesotto.

L'altro è a Bogotà, insieme al nuovo fratello, al quale in uno spagnolo maccheronico ha già  insegnato le prime parolacce in italiano in attesa che tutta la famiglia , dopo la sosta qui in città ,ritorni a casa   sulle rive del golfo arabico. 

Ci vogliono anni e chili di carte, visite e documenti poi s'improvviso accade tutto insieme.

Avviso ai viaggiatori: 
oggi è previsto un intenso traffico di bambini sorridenti su queste strade  
pinzillacchere di: giapatoi alle ore 08:29 | Permalink | commenti (6)
categoria:bambini, amici, adozione
lunedì, 28 settembre 2009

Zarina dalla pediatra :
“ Senti, Lilla, guarda che c’è un errore nel certificato dello Zar”

Pediatra:

“O cazzarola Zarina , ci sono un sacco di errori ma non è colpa mia è l’ ASL che li mette in rete sbagliati!"

Z. :“Si ma io non so dov’è Vanuatu !”

P. : “ Cos’è Vanuatu?”

Z .:“Che ne so io  qui c’è scritto nato a Vanuatu. Lo zar è nato vicino ad Ekaterinburg, in Russia !”

P. :“Vabbè ,dai che correggo a mano altrimenti non ce la caviamo più: ecco  U..cra….iii…… nnnaa!  Ora è giusto! Va bene?”

 

Z. "Che dire dottò…fuochino?"

 

 

Domani mi toccherà andare all’ASL …….non so immaginare cosa mi accadrà

 

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:19 | Permalink | commenti (7)
categoria:adozione, disastri
giovedì, 14 maggio 2009

Yekaterinburg svlerdosk oblast,

 

L’albergo Iset all’alba del millennio era uno strano luogo dall’aura  ancora molto, ma molto sovietica.

Noi si viveva li, in una camera improbabile , di tre locali in fila ma  storti perché l’albergo , che a vederlo pareva una torre , era in realtà a forma di falce e martello .
A noi era toccata la falce.

Attendevamo lo Zar , immersi in  un arredamento da Ikea Socialista: soprammobili barocchi  , finta pelle, finto legno e lenzuola talmente sintetiche che si sentiva ancora netto l’odore del petrolio .

 

Noi avevamo prenotato per cinque giorni, tanto doveva durare, ma eravamo  lì da venti ed ancora non si vedeva la fine ,tra udienze in Tribunale e trasferte dallo zar nel suo paese lontano 150 km .

 

La Babuska  alla reception era gentile con noi e non ci chiedeva nulla .

Giusto ogni cinque o sei giorni voleva sapere quanto ci saremmo fermati ancora.

 Noi dicevamo altri cinque giorni, pagavamo un anticipo e lei annotava sul suo librone.

 

Un giorno l’abbiamo vista  più nervosa, quasi imbarazzata ( si ,insomma, per quanto può essere imbarazzata una enorme signora Made in Cccp) .

L’interprete, santa donna,  ci rivela che non avremmo potuto stare molto ancora perchè : “deve dare le camere ai talebani.”

 

“Eh ? Ai talebani, come ai talebani?”

 

“Si -ha continuato l'interprete mentre la babuska annuiva sullo sfondo- inizia la REA  - Russian Expo Army,la mostra- mercato dell’armamento pesante  ed i talebani vengono sempre qui a comprare tutto l’occorrente.

Lo ha detto come se ci avesse annunciato la fiera della salama da sugo.

 

Lo zar finalmente  arrivò e noi lasciammo il posto ai talebani ed al loro shopping.

La Babuska era soddisfatta.

 

                                                                 La Russia è uno strano paese.

 

 

 

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:29 | Permalink | commenti (8)
categoria:russia, adozione
martedì, 07 ottobre 2008
Oggi ho incontrato una mia “collega di adozione”.
Lei al nostro confronto è una vera professionista: due adozioni , un figlia naturale e una associazione di genitori adottivi.
Mi ha annunciato che a breve tornerà all’est per portare i figlioletto a vedere i suoi luoghi d’origine.
Lo fa ora perchè lo psicologo le ha detto che più tardi, in piena mutazione ormonale, potrebbe essere pericoloso.
Son perplesso.
Lo Zar conosce da sempre le sue origini e la sua storia ; è sempre stato dato per scontato che prima o poi si farà tutti un viaggio nella Grande Madre Russia.
 
Perché mai dovrebbe essere pericoloso un viaggio alle ricerca della propria identità quando nulla è stato nascosto?
 
Mi par quasi che il  viaggio di ogni adolescente alla ricerca di una propria  distinta personalità possa rivelarsi  più agevole per lo Zar.
Lui ha già  ben chiaro di essere cosa diversa dai suoi genitori .
Non dovrà faticare per cercare i segni di tale distinzione.
Lui avrà un luogo reale dove andare a cercare le proprie radici e le proprie risposte.
Mica dovrà brancolare brufoloso in pippe mentali come è toccato in sorte a noi.
 
Io , di ritornare in quella landa desolata dove l’unico condimento di qualsiasi pietanza è la panna acida, non ho in realtà molta fretta.
Ma quando sarà, sarà sicuramente una grande avventura.
 
pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:09 | Permalink | commenti (14)
categoria:bambini, russia, genetica, adozione, zar
lunedì, 08 settembre 2008

" Nell'ora di un caldo tramonto primaverile apparvero presso gli stagni Patriarsic due cittadini. ......................."

Questo è l'inizio de "Il maestro e Margherita" di Mikhail Bulgakov.

cafè margarita  moscow

Questo è il Cafè Margherita, che sta proprio all'angolo della piazza dove si apre il piccolo stagno dei Patriarchi , dove inizia la storia.

Sia chiaro, noi eravamo a Mosca in missione ,
eravamo li per trovare il nostro piccolo Zar,
 
ma certo un pizzico di alcoolismo , per di più culturalmente giustificato
non abbiamo saputo negarcelo.

 за здоровье  !!!!!  Alla salute!!!!

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:37 | Permalink | commenti (9)
categoria:viaggi, memoria, russia, adozione
lunedì, 09 giugno 2008

tagil

"Dom ribonka", la casa del bambino da dove è spuntato lo zar era in questa città.
Qui non si vede ma il fumo delle ciminiere varia da curiose tonalità di giallo zolfo a inquietanti  nuance violacee.

Però sulla cartella medica c'era scritto :" il bambino è allergico al limone ed al caffè"

A 2 anni ?!?

Nulla , ma proprio a nulla, sul fatto che forse , almeno il mal di gola, fosse dovuto ad inquinamento!

AAAAAA Grande Madre Russia!  

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 18:06 | Permalink | commenti (10)
categoria:bambini, russia, adozione, zar
martedì, 20 maggio 2008
 L'adozione è una strana esperienza  ed a volte ci sono risvolti che neppure si possono immaginare.
 
Un giorno  la titubante coppia di aspiranti genitori  scoprì dall’associazione incaricata alla bisogna  che non sarebbero stati soli a intraprendere il viaggio nelle lontane terre siberiane ma che insieme a loro , negli stessi giorni ,ci sarebbero state altre due coppie dirette allo stesso orfanotrofio per il loro bambino.
 
Le peripezie  (*), le difficoltà, i momenti di sconforto di quei due viaggi e quel mese negli urali  si sono naturalmente mischiate ad una infinità di ricordi  , esperienze e risate fatte insieme e tutto  lega ancor oggi  inevitabilmente questo gruppo di curiosi figuri.
 
Da allora i tre bambini , anche se in Russia erano in classi diverse e  qui si vedono di rado, si trattano  come se fossero parenti, strani cugini .  
 Sono un legame , sono un "prima" che altrimenti sarebbe solo nei racconti che noi gli facciamo.
 
Tra qualche giorno ci sarà  una   “ Cena dei Russi “ ,come la chiama lo zar, ed ancora una volta i tre cosacchi si vanteranno delle loro origini fino a quando la sorella più grande di uno dei tre, adottata ma “solo”  milanese , indispettita ed un po’ gelosa urlerà ancora una volta :
Piantatela, di vantarvi , sono adottata anch’io, mica solo voi tre !“
Chi gliela spiega 'sta frase agli psicologi?

(*) Quando parlo di peripezie intendo anche esperienze surreali  come come  passare un pomeriggio di attesa andando al cinema a vedere “Il Gladiatore” con Russel Crowe doppiato in russo da una voce  cavernosa e cupa uguale sputata  a quella di Ivan Drago quando minacciava a Rocky “Ti spiezzo in due ! “
Per riprenderci abbiamo cenato a vodka ( ogni scusa è buona ! )
pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:14 | Permalink | commenti (12)
categoria:amici, memoria, adozione
mercoledì, 19 marzo 2008

2_gifL'estate in cui il piccolo zar arrivò capimmo che i "mulciki" ( i cartoni) sarebbero stati  per lui il mezzo più semplice per imparare l'italiano.

Da agosto a settembre ci impegnammo in lunghissimi discorsi a gesti, conditi da qualche parola di un russo improbabile dove la nostra pronuncia italiana faceva a pugni con la sua da bambino di tre anni.

Ogni giorno vedeva la sua razione di mulciki: Re Leone,  gli Aristogatti, Bianca e Bernie, ma sopratutto Tarzan.

Migliaia di volte , forse di più .

La sua scena preferita era quella dove il giovane Tarzan, sfidato dall' amico Terk, tentava di strappare un pelo dalla coda di un elefante.

Nel frattempo era ottobre ,lo zar era sempre più a suo agio ma di parlare non pareva avesse molta voglia; in compenso gesticolava più di un tifoso del Napoli di fronte a Maradona.

Poi d'improvviso , preparandosi per uscire , vide un capello perso dalla mamma sul cappotto , lo afferrò e con voce ferma ed accento vagamente lombardo disse:        un pelo, un pelo di elefante !

La prime parole in italiano di mio figlio sono state : un pelo di elefante .....         Troppa grazia. Un semplice "mamma" ci sarebbe bastato .

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 22:10 | Permalink | commenti (14)
categoria:bambini, adozione
lunedì, 03 marzo 2008

 

Casa , qualche mese dopo l'arrivo del piccolo Zar  , in camera con la mamma.

"Papaimamma !"                     "Si Max ?"

"DAMMIMIGNA!" ( tr. dall'italorusso =  dammelo !)

"No, Max quello non è tuo, lascia stare."

"DAM  MI  MI  GNAAA !"

"Smettila topo !".

Allora.....torno dalla mia mammarussa!

( .....azzz!)

"Va bene, non c'è problema, se preferisci così puoi andare...... ah senti,  a chi diamo tutti i giocattoli e i pupazzi che devi lasciare qui?" ".................MMMMMM...............................ahhhhhh..........

.....mmmmmmmmmm.................................vabbbe......da, Karasciò...........

e..........mamma, se per intanto guardiamo un mulciki ? " ( tr. cartone animato).

Non se ne è più parlato da allora e da allora ammiro incondizionatamente la prontezza della mia leggiadra consorte.

 

pinzillacchere di: giapatoi alle ore 17:23 | Permalink | commenti (6)
categoria:memoria, adozione