Lui è entrato nella stanza per primo.
Lei , arrivata con qualche minuto di ritardo, si è seduta subito con le guance colorate dal freddo o dalla corsa.
La giudice a quell’ora aveva già attraversato almeno una decine di naufragi sentimentali e disposto secondo coscienza di figli, denari, case ed infedeltà.
Senza quasi alzare gli occhi , comincia a leggere :
“ Eloisa Soave, nata qui , cresciuta là, professione: Attrice….”
“Attrice? “ ripete mentre alza improvvisamente lo sguardo.
“Si, si è vero, si capisce , è così carina.”
Io , li a fianco, penso: “Sbagliato signora, Eloisa non è carina è bella.
Bella come son belle le ragazze belle dei film francesi.
Quelle di cui vorresti essere fidanzato tutta la vita”
Nel frattempo la giudice continua.:
“ Giorgio Rude, nato lì, residente qua,professione: regista…”.
“Ah ! “ ripete alzando gli occhi.
Non commenta questa volta, perché è una signora oltre che un giudice, ma quello che sta pensando lo intuisco perfettamente.
Non è diffcile: lui è bello , alto, sguardo poeta e fare sicuro.
Scrolla lo sguardo dopo un istante di troppo e continua la lettura:
“ Sposati a Parigi.”
“Parigi?”
Questa volta alza proprio le spalle , guarda quei due lì davanti e sbotta quasi indispettita:
“Scusate, ma ve lo devo chiedere: siete giovani , belli , artisti , sposati a Parigi.
Siete la coppia perfetta , ma perche vi separate?”
Eloisa, attraverso il ricciolo nero che le cade davanti agli occhi sussurra solamente :
” Forse non eravamo così perfetti.”