E' fatta, è venerdi, arriviamo all'aperitivo.
D'estate e facile, si va al bar nella zona pedonale ,"i creaturi" vanno e vengono sui pattini dalla piazza vicina per ingozzarsi di pizzette e tu puoi stare con gli amici sino a quando chiude o le facce dei passanti ti guardano pensando con riprovazione cose tipo: " guarda sti genitori debosciati che lasciano i bambini scorrazzare a sera tarda e si ripassano di prosecco"
D'inverno è un casino : il piccolo zar scorazzerebbe con i pattini anche a meno 20 sotto la pioggia, ma non tutti son nati in Siberia ed hanno l'antigelo nel sangue.
Questa settimana si prova la birreria bavarese, tavoli lungi ,brezel e birrone....poveri bimbi!
Ogni tanto, a cadenze diverse, rileggo un libro.
Herman Hesse "l'Ultima estate di Klingsor"
Non è il più bel libro che abbia mai letto, ne quello che più ho amato ...ma mi segue.
Per un motivo o per l'altro, a volte dopo mesi a volte quasi lustri, mi ricapita tra le mani.
E' come quando da bambino segni le tacche sullo stipite per vedere se cresci.
Il libro è sempre uguale , io cambio .
"Ehi , principe delle puzze, sai che la prima volta che ci siamo incontrati era il mio compleanno."
"Ma dai papa,quindi sono il tuo regalo di compleanno .Ma come mi hai scelto? C'erano altri bambini?"
"A dire il vero penso che ci abbia scelti tu, facevi di quelle facce! Se mi facevano scegliere mica lo prendevo rompiballe come te! eh eh!"
"Ah si , mi ricordo, dicevo a tutti : voglio io il papa pelato e la mamma brutta." e si addormenta sogghignando."
Debbo ammetterlo: avere un figlio che sta sempre alla battuta è divertente.
Ma non ditelo al piccolo zar, è gia vanesio di suo!
Ho appena scoperto che la poesia di Neruda , soavemente recitata dal mirabile Mastella tra gli scranni del senato........non è di Neruda ma un falso che gira in rete.
E' riuscito a spacciare anche la poesia taroccata.
Dove si chiede la cittadinanza Burkina Faso?

La ragazzina con la gonna verde resta , gli altri vanno via e paiono già fantasmi.
Ma come lo spiegherò a mio figlio?
Io in fondo son nato meno di venti anni dopo; è mio il ricordo di numeri tatuati sul braccio e le storie me le hanno raccontate gli occhi che le hanno viste.
Sarà bello il giorno in cui avremo dimenticato perchè era così necessario ricordare.
C'è una spiegazione al perchè ,nonostante tutto, uno ama il calcio. E' scritto tutto li, a pagina 41 del libro "Fùtbol" di Osvaldo Soriano ( ed. Einaudi)
Racconta del rigore più lungo del mondo e di come el Gato Dìaz dell'Etrella Polar parò il rigore a Constante Gauna, la stella del Deportivo Belgrano.
Olè
Lo ammetto, i negozi di ferramenta mi inquietano. Non ho nulla contro le chiavi del 12 e so cambiare le punte ad un trapano........è il silenzio del cliente abituale che mi lascia basito.
Devo comprare una maniglia della finestra di casa che si è rotta.
Parto da casa solo dopo aver imparato a memoria tutto sulla mia maniglia :nome cognome , anno di fabbricazione, numero di serie, gusti sessuali del produttore...tutto.
Lo faccio perchè son certo che se il commesso del negozio si accorge che non sono un muratore o un un fabbro ma un seplice avventizio, mi fredda con una di quelle domande misteriose tipo: ma.....la maniglia la vuole biscromata in bagno di rame o galvanizzata a freddo? ...e mi frega . Io lo so che lo fa apposta !!!!
Ma stavolta sono pronto a tutto , sono carico, noncenè!
Ma la mistica della vite mi spiazza , a questo non sono preparato.
Prima di me un bel signore compatto, animale da cantiere e scarpe sporche di gesso, estrae dal giaccone una vite lunga un palmo e la consegna al commesso, sospirando poche parole a voce bassa. Il commesso , dietro il suo enorme bancone e con alle spalle infiniti scaffali di viti, prende il pezzetto di metallo e lo guarda. Lo guarda , lo guarda e non parla , lo guarda e basta . Il cliente guarda fisso il commesso che guarda la vite e sta zitto.
Passano in questo assorto , perfetto ed assoluto silenzio tre minuti e mezzo di orologio......ma proprio tutti, secondo dopo secondo. Io assisto e non capisco: tocca a me? posso parlare? oddio , ma non staranno qui così tutto il pomeriggio?
All'improvviso dopo un tempo infinito e senza alcun segno premonitore, il commesso apre solo un angolo della bocca e dice semplicemente: celò.
L'altro , senza far trasparire alcuna emozione , risponde : eh !
Esco , rinunciando alla maniglia che confido di trovare da solo in un grande magazzino, quando i due , che paiono esausti, stanno ancora a fissare la vite.
MAH!

A Rita presento il suo "quasi "promesso sposo, a Danibi volevo offrire qualcosa di simile a "chi cavolo te lo sta facendo fare", per gli altri, amici o passanti, è il debutto in società del piccolo Zar.